Theora, H.264 e Dirac: qual'è il codec migliore?

Ultimamente nel tentativo di spodestare la tecnologia Flash nel video streaming da parte di HTML5 si è accesa la battaglia sulla scelta del codec da usare. I browser si sono divisi tra chi supporta il codec open source Theora (Mozilla Firefox e Opera nella prossima versione 10.50) e chi H.264 (Google Chrome). Del resto Google ha scelto proprio il codec H.264 (che sarà royality-free fino al 2015) per sperimentare HTML5 sulla propria piattaforma di YouTube, sostenendo che impiegare Theora vorrebbe dire diminuire la qualità dei propri video per mantenere lo stesso traffico ai propri server. Ma realmente, quale codec è il migliore per diventare lo standard?

Martin Fiedler nel suo blog ha effettuato una serie di test riproducibili, molto minuziosi e oggettivi per fare questa valutazione. Manca purtroppo VP8, il codec acquisito da Google nella recente acquisizione di On2, il quale promette di essere il migliore sulla piazza. Un po' tutto il mondo del free software spera che Google renda open source VP8, così da potenziare Theora e farlo competere testa a testa con H.264.

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Perché è crollato l'ospedale dell'Aquila?

E' quello che tutti si chiedono, ma la risposta è sotto gli occhi di tutti: l'Italia. Non è fare populismo, è la realtà dei fatti. E' il fitto intreccio del sistema edilizio con i pezzi grossi delle aziende e la consuetudine di presentarsi agli appalti con preventivi bassissimi pur di vincere e la solita consuetudine di assegnare i lavori alle ditte che offrono solo un risparmio ma a scapito della qualità dei lavori come si evince facilmente da una intervista all'ingegnere Leonello Leone per Il Centro, quotidiano locale della zona colpita dal sisma.

Vorrei citare anche questo articolo a sostegno della mia tesi. Mostra un quadro più ampio di quello che si pensi.

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Speriamo anche almeno molte persone colpite anche loro dalla disgrazia capiscano che forse è meglio prevenire che piangere alla fatalità dopo. Il terremoto non è una scusa per non sentirsi responsabili.

Pace alle vittime.

Considerazione sul risparmio nel pubblico con l'Asus Eee Box

In questi giorni davo una occhiata all'ennesimo volantino della Media World e la mia attenzione si focalizza sull'Asus Eee Box, il PC desktop dalle dimensioni ridotte e ottimizzato al massimo. Leggo un po' le specifiche, che sono praticamente identiche all'eee PC...

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  • Processore: Intel Atom N270 @ 1.60GHz
  • RAM: 1GB DDR2
  • HD: 160GB 4200rpm
  • Video: Intel GMA 950
  • LAN: Gigabit Ethernet 10/100/1000
  • Wireless: 802.11n
  • Lettore di schede: SD/SDHC/MS/MS Pro
  • SO: Windows XP Home Edition

Non è affatto male per un uso normale di un pc. Ovviamente i videogiochi sono sconsigliati visto il chipset video integrato.

Cosa ne rimane? Un ottimo pc al costo di 269€ (fonte: Media World)

Poi penso al mio ex professore delle scuole medie che mi disse che avevano rinnovato il laboratorio informatico con pc dotati di processore Intel Dual Core ecc ecc... A cosa servono pc di ultima generazione ad una scuola media?

Ai miei tempi i pc erano quasi tutti degli AMD K6 con 64MB di RAM... ok, nel 2008 computer del genere sono piuttosto vetusti ma quello che dovevo fare nella mia ora di laboratorio lo facevo perfettamente! Paint, Word, Incomedia (roba strana tipo Powerpoint) e Powerpoint. Tutti questi programmi giravano tranquillamente su queste macchine equipaggiate con Windows 98SE.

Se non erro, ricordo che i pc nella stanza erano 13... quanto costerà rimpiazzarli? Usando gli Asus Eee Box abbiamo circa 269€ a pc i quali possono scendere a 250€ oppure ancora meno tolta la licenza di Windows OEM e magari presa una licenza di tipo aziendale valida per più pc. Oppure ancora meglio mettendo GNU/Linux! Moltiplichiamo quindi 250€ X 13 = 3250€ per un intero laboratorio informatico rinnovato. Vogliamo mettere anche il risparmio di elettricità?

Una volta abbiamo acceso per coincidenza tutti i pc della stanza nello stesso momento così che la corrente di spunto dei vari pc hanno fatto saltare l'interruttore del laboratorio.

Libero software in libera mente, utopia? No, realtà!

Quando i veri guru si mettono al lavoro nasce GuruAtWork, un'associazione culturale non profit che promuove l'uso e la conoscenza del software libero nel territorio. Proprio G@W ha vinto un bando della regione Toscana indetto da Corecom, un organo operante per la PA nel settore delle telecomunicazioni, per la realizzazione di uno spot televisivo in tema con le libertà digitali.

Lo spot eccolo qua, fatto con la collaborazione di studenti delle scuole:


Post imageMa non è finita qui, G@W è riuscita ad entrare nelle classi di due scuole superiori di Grosseto per far conoscere il software libero come alternativa ai sistema proprietari ed a tenere un seminario su OpenOffice.org, la suite d'ufficio libera più conosciuta e completa.

L'educazione sulle libertà digitali dovrebbe partire appunto dalle scuole superiori perché alcune volte manca proprio la conoscenza del software libero e una adeguata alfabetizzazione del corpo docente che lasciano agli studenti l'apprendimento delle tecnologie che animano il nostro tempo. Ormai non si può più dire che i computer e annessi siano solo degli strumenti facoltativi e/o di svago. E' necessaria una conoscenza, ma non del tipo negli istituti comprensivi (scuole medie) dove si impara ad usare Paint o altre cavolatine, bisogna invece sapere come va usato un computer, come comportarsi su internet, che differenza c'è tra software chiusi e aperti, e una minima infarinatura sulle tecnologie esistenti.

Io ho votato

E sono fiero di averlo fatto.

Votare è un diritto e un dovere di ogni cittadino.

Certo, non abbiamo una grande scelta me ce l'abbiamo. Per questo invito anche voi a fare altrettanto, mi raccomando!
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